per chi ancora ci sa andare....
mercoledì, 28 febbraio 2007

Non so ballare niente
Nè un tango , nè un valzer
Non so ballare niente
Mi dondolo in disparte
La vita è una mossa
Dimentico me stessa
Sono la tua donna piena d'ombre
Larga come una barca
Stretta come una fetta di luna nella notte piena
Spingo la nave in rotta
Sento una fitta al cuore
Non ho paura voglio solo andare
E dentro le tue mani
Sono una luna piena
Resto lassù a guardare la tua voglia che
Piena in piena
Prendimi stasera
Sono in piena in piena
Prendimi la testa tra le mani
E tocca la paura vera
La mia timidezza mi incatena
Non so ballare il tango
Non so ballare il valzer
Non so ballare niente
Mi dondolo in disparte
In piedi contro il muro
Guardo il mio futuro
Perso in una marea d'ombre
E dentro le tue mani
Sono una luna piena
Resto lassù a guardare la tua voglia che
Piena in piena
Prendimi stasera
Sono in piena in piena
Prendimi la testa tra le mani
E tocca la paura vera
La mia timidezza mi incatena

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mercoledì, 28 febbraio 2007

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

 rosa_harwanna

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martedì, 27 febbraio 2007

Schiavo d'amore

di G. Morra- M. Fabrizio.



Oggi sono solo come lo è soltanto un folle o uno straniero
Un leone chiuso in una gabbia dalla quale scruta il cielo
Magari scende la neve
E s'infittisce il mistero
Coprendo come di un velo
Ma senza far rumore
Piano piano
Il mio cuore
È destino
Che non ci sia anche tu
A condannarmi e poi a salvarmi sempre più
Dovunque sei
Ti penserò
E il mio pensiero forse ti raggiungerà
Perché nessuna forza mai lo fermerà
La mancanza mi riempie l'anima mi tiene in suo potere
La mia tristezza è dolce talvolta è come un carceriere
Eppure quanta bellezza
Perfino dentro il dolore
Ti vedo nel tuo splendore
Agli altri ti nascondi
Ma qui
Appari avanti a me
Come un incanto che
Mi imprigionerà
Schiavo d'amore
Io per sempre resterò
E già lo so
Che soffrirò
Ma quella sofferenza cara mi sarà
Perché è con te che inizia e che finirà finirà con te

Appena ascoltata mi ha colpito, da buona italiana all'antica che almeno l'apertura del Festival se la vede (in realtà spesso guardo pure la finale in mezzo agli amici con carta e penna a dare i giudizi e spettegolare, ma la serieta dura poco, per fortuna! misà che mi sono rovinata la reputazione)

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lunedì, 26 febbraio 2007

“Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi; adoro il fatto che ci metti un’ora e mezzo per ordinare un panino; adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto; adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti; e adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non c’entra il fatto che sia Capodanno; sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile.”

(Harry ti presento Sally)


 

l'ho visto diverse volte in diverse fasi della vita....lo trovo ancora oggi un pezzetto del mio essere, ed ancora oggi quando arrivo a quel punto...mi commuovo

legamilanima

p.s. ehmm il punto scritto sopra intendo, quello sotto della foto se lo ricordano tutti ;P

harry&sally

 

H.-Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente. Vuole sempre portarsela a letto


S.-Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?

H.-No, di norma vuole farsi anche quella

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lunedì, 26 febbraio 2007
Bacio2
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lunedì, 26 febbraio 2007

Schiele2 

 

scoprire che esite
viverla
assaporarla
capire
crescere

terribilmente ingiusto
vedere la felicità lì ad un millimetro...
protendere le dita...
stirare i muscoli fino al dolore...
e sapere di non poterla toccare

terribilmente ingiusto
respirare la tua assenza
per me che ovunque
ed in ogni istante ti sento

meravigliosamente vero
tu sei dentro di me
dentro...
ingiusto

legamilanima

kneelinggirl


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lunedì, 26 febbraio 2007
Minuetto
E' un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza
non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te,
 ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...
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domenica, 25 febbraio 2007

Allora un eremita, che visitava la città una volta l'anno, si fece avanti e disse: Parlaci del Piacere.
E lui rispose dicendo:
Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è libertà.
E' la fioritura dei vostri desideri,
Ma non il loro frutto.
E' un abisso che esorta alla scesa,
Ma non è profondo né alto.
E' un uccello in gabbia che si alza in volo,
Ma non è lo spazio conquistato.
Sì, francamente, il piacere è un canto di libertà.
E io vorrei che lo intonaste in tutta pienezza, ma temo che a cantarlo perdereste il cuore.
Alcuni giovani tra voi ricercano il piacere come se fosse tutto, e vengono giudicati e biasimati.
Non vorrei né giudicarli né biasimarli. Vorrei che cercassero.
E troveranno non solo il piacere,
Poiché il piacere ha sette fratelli, e il minore è più bello dello stesso piacere.
Non avete udito di quell'uomo che, scavando la terra in cerca di radici, scoprì un tesoro?
E alcuni anziani tra voi ricordano con rimpianto i piaceri, come errori compiuti nell'ebbrezza.
Ma il rimpianto è l'oscurità della mente, e non il suo castigo.
Essi dovrebbero ricordare i loro piaceri riconoscenti come per il raccolto di un'estate.
Ma se il rimpianto li conforta, si confortino pure.
E tra voi vi sono quelli non così giovani per cercare, né così vecchi per ricordare.
E nella paura di cercare e ricordare, essi fuggono ogni piacer temendo di umiliare e offendere l'anima.
Ma proprio in questo è il loro piacere.
E in tal modo scoprono tesori, sebbene scavino radici con mano tremante.
Ma ditemi, chi può offendere lo spirito?
L'usignolo offende il silenzio della notte, o la lucciola le stelle?
E la vostra fiamma o il vostro fumo mortificano il vento?
Pensate forse di poter turbare lo spirito come con un bastone uno stagno tranquillo?
Spesso, negandovi al piacere, non fate altro che respingere il desiderio nei recessi del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani ciò che oggi avete negato.
Anche il vostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno.
Il corpo è l'arpa della vostra anima,
E sta a voi trarne musica armoniosa o confusi suoni.
E ora domandatevi in cuore: "Come potremo distinguere il buono dal cattivo nel piacere?".
Andate nei vostri campi e giardini, e imparerete che il piacere dell'ape è raccogliere il nettare del fiore,
E che il piacere del fiore è conceder all'ape il suo nettare.
Poiché il fiore per l'ape è una fonte di vita,
E l'ape per il fiore è una messaggera d'amore.
E per l'ape e per il fiore donarsi e ricevere piacere è a un tempo necessita ed estasi.
Popolo di Orfalese, nel piacere siate come le api e come i fiori.


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